L’evoluzione delle bomboniere nei secoli
Nel XVIII secolo, epoca in cui si collocano le origini del termine bomboniera (bonbonnière, per indicare un contenitore di bonbon, piccoli dolci), nel nostro Paese l’uso della bomboniera inizia ad essere associato alle nozze. In realtà, non è chiaro se, alle origini, venisse donata dagli sposi agli invitati o viceversa.
Le bomboniere erano spesso prodotte in argento ma, nell’epoca in cui la porcellana si stava affermando in tutta Europa, iniziarono ad essere realizzate prevalentemente in questo materiale, spesso in stile rococò. In seguito si affermò, anche nello stile delle bomboniere, l’impronta neoclassica, ispirata al vasellame antico e alle urne rinvenute durante gli scavi archeologici di quel periodo.
Nel corso dell’Ottocento, comparvero realizzazioni particolarmente originali, come quelle realizzate dal celebre orafo Carl Fabergè per la famiglia dello zar: bomboniere a forma di uovo, impreziosiste da oro, smalti e gemme.
Con l’inizio del ‘900 il design delle bomboniere conobbe una forte innovazione, in particolare con la produzione ungherese (Zsolnay) di scatole in maiolica con iridescenze madreperlacee, o quella fiorentina (Galileo Chini) di piccoli contenitori portaconfetti in gres.
Negli anni Venti nacquero pregevoli esemplari in varie fabbriche di ceramica italiane: alle fornaci liguri di Albissola, per esempio, vennero realizzati – con il contributo in particolare di Giuseppe Mazzotti - prodotti in vivace policromia su fondo nero, ispirati allo stile Déco e al Futurismo.
Negli stessi anni, l’architetto e designer italiano Gio Ponti disegnava bomboniere per la Richard Ginori, storica azienda di porcellane fondata dal marchese Carlo Ginori, nei pressi di Firenze, che alla fine del XIX secolo vide la fusione con il gruppo industriale milanese Augusto Richard.
Negli anni Trenta e Quaranta videro la luce le prime originali creazioni nuziali portaconfetti delle vetrerie di Murano (Barovier e Toso, Venin e Seguso).
Nel corso del XX secolo ai materiali più tradizionali si affiancano anche realizzazioni in peltro, in ottone, in onice, in alabastro, in cristallo, in cartone, in legno, in pelle, in tessuto, in pizzo. Dal secondo dopoguerra, la tradizione della bomboniera in dono viene estesa anche ad altre occasioni, come battesimi e comunioni.

