La storia delle bomboniere
La bomboniera, intesa come piccolo contenitore di dolci, spesso prezioso, è utilizzata da secoli come dono, spesso con funzione augurale, a volte con valenza di portafortuna, in molti casi connessa all’evento del matrimonio.
In Italia, già nel XV secolo, i fidanzati si scambiavano piccoli cofanetti portaconfetti; inoltre, era uso che l’uomo regalasse alla futura moglie una ‘coppa amatoria’, solitamente un piatto in ceramica contenente piccoli dolci e raffigurante un volto femminile, o una coniglia gravida.
Si trattava evidentemente di un oggetto augurale di un matrimonio fertile: i fidanzati in occasione del fidanzamento, bevevano dalla stessa coppa e questo era considerato un atto propiziatorio di un matrimonio fecondo e prospero.
In Inghilterra, nel XVI secolo, venivano utilizzate sweetmeat box, piccoli contenitori di confetti realizzati spesso in materiali preziosi (argento e oro, con cristalli o pietre preziose).
Anche in questo caso, il piccolo contenitore rappresentava un augurio: sembra che la regina Elisabetta I, in occasione di un Capodanno, ne ricevette in dono un cospicuo numero come augurio per l’anno nuovo. Queste piccoli contenitori-gioiello venivano poi custoditi gelosamente dalle dame che li avevano ricevuti in dono.
In Francia, alla corte di Re Sole, si diffuse l'uso di donare bomboniere molto preziose e ricercate, per lavorazione e materiali utilizzati (madreperla, avorio, smalti, oro).
Al XVIII secolo sembra risalire il termine “bomboniera”, dal francese bonbonnière, per indicare il piccolo, prezioso contenitore di dolci (in francese, appunto, i bonbon), utilizzato come dono.
La tradizione di regalare piccole bomboniere si è mantenuta nel corso dei secoli: passando da Napoleone, che all'inizio del XIX secolo le donava ai suoi favoriti come segno di riconoscenza, per arrivare ai giorni nostri, in cui la bomboniera è associata agli eventi più importanti della nostra vita.

